La banda è gente. La banda è solennità e festa.

 

Sono i Bambini in braccio alla mamma, le campane che cantano dall'alto, una preghiera allegra.

 

La banda è un dipinto sulla strada che per un attimo non appartiene più alle macchine, una fotografia appesa al muro, la dedica dietro la cartolina.

 

Una donna commossa che nel sorriso ha il profumo fresco dell'estate e quell'antico di tradizione, sulle labbra il suono del tempo lontano.

 

La banda è un cappello che suda, scarpe lucide a passo di marcia.

 

La musica dei bicchieri che brindano e dei nodi alle cravatte.

 

I davanzali delle finestre piangono stoffa rossa e si accendono di lampadine.

 

Sotto brilla una canzone tra le fila degli spartiti e le candele che tremano.

 

E' l'acqua che si traforma in brodo, la magia buona dell'infanzia quando la piazza diventa un piccolo mondo protetto dal male.

 

E' l'equilibrio del soffio nel riflesso dell'argento, l'armonia dentro le note e il tentativo fuori dalle dita.

 

La banda è tutto questo e tutto quello che ancora può evocare la fantasia sana per questo tesoro popolare.

 

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